svezzamento quando iniziare

Eccoci arrivate puntuali al secondo appuntamento (se avete perso il primo lo trovate qui) dedicato allo svezzamento. Ce ne parla la dietista Elena Aprile che ha vissuto da poco questi momenti, avendo una bimba piccola, quindi potrà darci non solo dei consigli da professionista ma anche da mamma!

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Nell’ultimo articolo abbiamo parlato insieme di una tappa importante nella crescita dei nostri bambini, quello che comunemente ed erroneamente chiamiamo “svezzamento”, meglio definito “alimentazione complementare” proprio perché il cibo per i primi mesi sarà solo un in più al latte che rimarrà l’alimentazione predominante almeno per il primo anno di vita.

Oggi invece affrontiamo un dilemma importante sul quale c’è ancora troppa confusione e ahimè discordanza di pareri.

Quando iniziare lo svezzamento?

Abbiamo detto che fino a 6 mesi il latte (possibilmente materno) dovrebbe essere l’alimento esclusivo offerto al bambino. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) stessa che promuove l’allattamento materno a richiesta (senza imposizioni di orari o durata delle poppate perché i bambini sanno autoregolarsi) e suggerisce di proseguirlo in maniera esclusiva fino al sesto mese. È circa da quel momento che si inizierà l’inserimento degli alimenti solidi, dove per solidi si intende qualunque alimento diverso dal latte, che siano pappe o pezzi di cibo.

Perché aspettare i 6 mesi?

Ovviamente non c’è una scadenza precisa, può essere qualche giorno prima o anche dopo. Spesso i bambini sono interessati al cibo anche prima, ma ciò è dovuto al semplice fatto che sono curiosi di quello che fanno i genitori e perché sono in una fase in cui amano mettere tutto in bocca per cui sono attratti più dalla gestualità, dai colori e dalle forme, non sanno ancora che il cibo li potrà saziare. Ma anche per i più curiosi sarebbe importante aspettare poiché l’intestino non è ancora predisposto, gli enzimi digestivi sono ancora insufficienti e le difese immunitarie non sono adeguate.

L’intestino prima dei sei mesi non è ancora in grado di trattenere tutti i nutrienti, è come se fosse una spugna meno assorbente per intenderci ed è per questo che in questi ultimi decenni di “svezzamento anticipato” si sono dovute creare pappe a doc per i bambini con liofilizzati ed omogeneizzati, perché l’organismo del bambino a quell’epoca non è ancora strutturato per accogliere il cibo vero… e qui la domanda sorge spontanea: se non sono già pronti non è forse più fisiologico aspettare?? Che fretta c’è?

Il latte è l’alimento perfetto e completo fino al sesto mese perché privarli di qualcosa che a livello nutrizionale è perfetto? Dai sei mesi in poi invece le scorte di ferro iniziano a scarseggiare ed è fondamentalmente per questo motivo che si iniziano a introdurre i cibi. Ma ovviamente il ferro non viene a mancare così da un giorno all’altro per cui c’è tutto il tempo per fare con calma e seguire i tempi del proprio bambino.

Se la mamma non ha sofferto in gravidanza e in allattamento di problemi nutrizionali e se alla nascita il cordone ombelicale del bambino è stato chiuso (clampato) quando questo ha smesso di pulsare, non c’è bisogno di alcuna supplementazione con ferro. In tutti gli altri casi potrebbe essere necessario supplementare il lattante con integratori a base di ferro, piuttosto che proporre un’alimentazione complementare forzata.

Quali sono i segnali che indicano che il bambino è pronto?

Per decidere il momento giusto in cui è possibile iniziare (sempre intorno ai 6 mesi, poco più poco meno) ci sono 3 fattori che è importante osservare nel bambino:

  1. deve aver perso il riflesso di estrusione, quello per il quale se gli avvicinate un cucchiaino butta fuori la lingua;
  2. deve riuscire a stare seduto senza aiuto;
  3. deve essere interessato al cibo.

A questi se ne può aggiungere anche un quarto:

  1. sa mostrare di avere fame muovendosi verso il cibo o di essere sazio serrando la bocca.

È questo il metodo più rispettoso per iniziare un percorso così importante e porre le fondamenta per un migliore rapporto col cibo. Ogni bambino ha i suoi tempi di crescita e sviluppo lo sappiamo bene, facciamo guidare anche in questo caso, loro sono i nostri maestri migliori…

Vi auguro un buon weekend e vi aspetto al prossimo articolo in cui parleremo dei diversi tipi di svezzamento e delle loro caratteristiche!

 

Dott.ssa Elena Aprile

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