Qualche giorno fa siamo stati ad una festa con bimbi dell’età di mio figlio, c’erano moltissimi giochi e molto cibo e il divertimento era assicurato. Ed infatti così è stato. Mio figlio si è divertito tantissimo e di conseguenza anch’io, come in ogni occasione in cui ci sono molti bimbi e cibo lui prima osserva e si sfama per poi buttarsi nella mischia.

E’ sempre stato un riflessivo, lui deve guardare bene, esaminare e poi se la situazione gli sembra sotto controllo agisce. Me lo confermano le educatrici e tutto sommato sono contenta di questa sua indole prudente.

Durante questa festa è successo un episodio che, come sempre quando si tratta di piccoli episodi quasi insignificanti, mi ha fatto riflettere. Mentre lui se ne stava ad osservare dei giochi gonfiabili (mangiando una pizzetta!) un bimbo l’ha preso per il collo e l’ha buttato a terra, continuando a spintonarlo. Solitamente non intervengo nelle disquisizioni fra bambini, loro sanno gestire i contrasti fra pari molto meglio di noi adulti, ma vista l’aggressività della situazione sono intervenuta e sono intervenuti anche i genitori del bimbo in questione.

C’è stato un frammento di secondo che mi si è impresso nella mente. Mio figlio, sdraiato a terra, ha girato la testa guardando il bimbo con aria supplichevole, chiedendosi probabilmente perchè lo stava picchiando, cosa aveva fatto.

Ecco quello sguardo è stata una coltellata dritta al cuore. Se chiudo gli occhi lo vedo come se fosse quel momento.

Mi sono sentita completamente impotente. Impotente di fronte alla vita di una persona che non sono io, è mio figlio. Impotente davanti a quello che gli stava succedendo, impotente davanti alla grandiosità dell’unicità di un essere umano. Era un episodio da nulla, come vi avevo anticipato ma mi ha portato a riflettere in maniera più ampia.

Quante volte nella sua vita mi sentirò impotente davanti a quello che gli succede?

Quante volte non potrò intervenire per metterlo in salvo da qualsiasi pericolo che gli apparirà davanti?

Quante volte subirà delle delusioni, dei soprusi, delle ingiustizie e io non potrò proteggerlo?

Quante volte il suo sguardo mi cercherà sperando in un aiuto ma non potrà esserci per i più svariati motivi?

Ecco questa consapevolezza è stata devastante. Mi ha chiarito in maniera esplicita quanto fondamentale sia il ruolo dei genitori nell’educazione, quanto le loro scelte influiscano in quella che sarà la vita dei loro figli. Ogni nostro piccolo gesto è un macigno per i nostri figli, ogni qualvolta diamo il buon esempio, o il cattivo, stiamo mostrando loro una strada, giusta o sbagliata poco importa, per loro quella è LA strada. Un compito enorme, se pensiamo a quanto piccolo sia un essere umano per sobbarcarselo.

Figlio mio ti prometto che, finchè ne avrò la forza, sarò sempre lì a supportarti, a proteggerti se necessario, a consolarti.

Ma cosa ancor più grande ti prometto che cercherò di darti le capacità, con tutti gli strumenti che sono in mio possesso, per affrontare questo mondo che sì, a volte è davvero ingiusto, ma in fondo fa parte di quello che siamo.

unsplash-logoMarkus Spiske