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BIMBI E MAMME

Nido, una scelta consapevole

Il ritorno al lavoro della mamma è sempre un cambiamento importante, in qualsiasi momento avvenga. La scelta della struttura a cui affidare il proprio bimbo in propria assenza non è mai semplice e da profonda conoscitrice dell’argomento (ho lavorato in un nido e so cosa provano le educatrici, sebbene per le mamme non sia possibile immaginarlo) so che la struttura deve rispondere a certe caratteristiche essenziali.

Purtroppo in Italia (perchè non è bello andare sempre contro le politiche del proprio Paese considerato che molti passi in avanti sono stati fatti, ma purtroppo quello dell’istruzione è ancora uno dei temi più scottanti) il sistema di gestione delle strutture educative ha ancora delle lacune importanti, e per quanto riguarda la prima infanzia è totalmente inadeguato.

I “nidi” sono ancora pochi e di certo non riescono a soddisfare la domanda, facendo totalmente affidamento su altre forme di accudimento dei piccoli (vedi alla voce nonni), e quelli che ci sono oltre ad avere un surplus di domande non hanno un orario adeguato a genitori che lavorano full time e si ritrovano ad avere delle rette stratosferiche per poter garantire tutti i servizi.

Tralasciando tutte queste tematiche, che però devono essere citate, e tornando alla scelta del nido ci sono delle caratteristiche che personalmente ritengo essenziali per affidare il proprio bimbo, e che ho preso in considerazione per la scelta della struttura per il nanetto.

Le 5 caratteristiche del mio nido ideale:

 

  1. Il progetto educativo. L’avrei voluto Montessori ma purtroppo abitando in provincia l’unico Montessori aveva una lista di attesa lunghissima. Ho quindi dovuto scegliere una struttura che perlomeno potesse garantirmi una manipolazione delle materie prime considerevole e che perlomeno applicasse alcuni dei principi Montessoriani.
  2. Il cibo. Trovare un nido che non solo sulla carta garantisca un menù adeguato alle esigenze dei bambini è davvero difficile. Ad oggi non ho trovato nessun nido che utilizzi esclusivamente materie prime biologiche e preferisca le proteine vegetali a quelle animali. Quindi necessariamente bisogna recuperare a casa.
  3. Il personale preparato. Conoscere le educatrici è fondamentale. Devono essere qualificate ma non basta, una mamma le deve sentire adatte al suo bambino. Non è detto che la preparazione sia sufficiente. Io personalmente ho bisogno di trovare un certo feeling, che mi permetta di fidarmi ed essere certa che farebbero come farei io. Non è semplice, ma sapere che sarai aggiornata in ogni momento su quello che succede è rincuorante, soprattutto nei primi giorni.
  4. Gli spazi. Ok i giochi a misura di bambino. Ok il bagno attrezzato. Ma gli spazi devono farlo sentire a casa. Ci deve essere una stanza dove dormire e una dove giocare. Il posizionare i lettini nella stanza giochi al momento della nanna non la trovo una bella soluzione ad esempio (e non è un’ipotesi, una struttura che ho visto seguiva questa prassi)
  5. Un’area giochi all’aperto. Essenziale, proprio come l’aria. Magari non lungo una statale ancora meglio.

 

Ovviamente queste sono solo le mie necessità, ce ne sarebbero molte altre da prendere in considerazione ma considerato che ad un certo punto. purtroppo, si è costretti ad accontentarsi queste le ho reputate prioritarie per me e il mio nanetto.

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Aspirante mamma green che cerca di rendere il suo passo più lieve con due bimbi, un marito, un cane e un adorato lavoro come insegnante!

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