A questo post devo fare una dovuta premessa: ammiro molto il metodo educativo nordico, a mio avviso è frutto di una grande consapevolezza e del mettere in gioco quelli che sono i metodi educativi tradizionali, per questo sono stata attratta da questo libro, ancor prima che diventasse uno dei libri più venduti negli ultimi mesi per quanto riguarda l’educazione dei figli. 

Qualche tempo fa’ ho letto il famoso bestseller intitolato “Il metodo danese per crescere bambini felici” di Jessica Alexander, giornalista americana sposata con un danese, e Iben Dissing Sandahl, psicoterapeuta danese.

Il libro, secondo il mio modesto parere, al primo impatto non è di così semplice lettura anche se una volta acquisiti alcuni principi base, che vengono ben descritti nelle prime pagine, diventa piacevole ed interessante.

Essenzialmente tutto il libro si sviluppa a partire dall’acronimo della parola PARENT (ossia genitore):

Play (gioco): il gioco libero rende adulti più equilibrati, resilienti ed in grado di affrontare in modo maturo le difficoltà della vita.

Authenticity (autenticità): essere sinceri aiuta a sviluppare maggiore consapevolezza di sé e la gratificazione deve essere utilizzata all’interno del metodo educativo come uno stimolo alla crescita.

Reframing (ristrutturazione): la nostra esperienza è importante ma non è la sola via. Metterci e metterla in discussione e riformularla in funzione dei nostri figli farà stare meglio noi e crescere meglio loro.

Empathy (empatia): è essenziale svilupparla fin da piccoli per avere adulti coscienti e e felici.

No Ultimatums (nessun ultimatum): la democrazia è il sistema che vince, anche nell’educazione dei figli, stimolandoli ad avere maggiore fiducia in sé stessi e a reagire in maniera consapevole.

Togetherness and Hygge (intimità ed hygge): una solida rete sociale è la più grande fucina di felicità. Hygge rappresenta l’atmosfera intima, piacevole e accogliente della famiglia.

Attorno a questi concetti si struttura tutto il libro che parte dall’assunto che vede i danesi ai vertici della classifica mondiale della felicità da più di 20 anni. Se i danesi sono così felici un motivo ci sarà, no? E questo libro è pieno zeppo di domande e relative risposte che inevitabilmente mettono in discussione tutti i metodi educativi, mettendo a disposizione una visione alternativa, ricca di spunti da cogliere e di opportunità da prendere al volo.

Onestamente l’ho trovato davvero interessante, non solo per la mia passione per il mondo nordico, ma per gli spunti dati dagli episodi di vita vissuta delle autrici. Leggere modi diversi di gestire le situazioni quotidiane con i figli mi ha aperto delle prospettive completamente diverse, che possono davvero cambiare il rapporto genitore-figlio, così come lo abbiamo sempre conosciuto.

Tra tutti i concetti che si trovano fra le pagine quello che più mi incuriosiva, e mi interessava approfondire, è quello dell’hygge (pronuncia huga) parola danese intraducibile che sintetizza il calore familiare dato non solo dal contesto ma anche dai comportamenti e dagli atteggiamenti delle persone che ne fanno parte.

Sicuramente, nei prossimi mesi, andrò ad approfondire ancora di più questo concetto, e ve ne terrò aggiornate!

 

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