Ieri sera ho terminato di leggere La mia mamma sta con me di Claudia Porta. Claudia è una nota blogger nell’ambito delle mommy blogger, è una di quelle persone dalle quali traspare entusiasmo e spirito di condivisione dalle pagine del suo blog e fin da quando la seguo, sono ormai più di due anni, ho sempre ammirato la sua capacità di reinventarsi.

Leggendo i suoi vari post, che raccontano la sua storia ma parlano anche di tantissime altre cose interessanti sul suo blog La casa nella prateria, mi ha subito incuriosito come sia riuscita a conciliare al meglio la vita di mamma con quella di donna realizzata e soddisfatta delle sue attività. Quindi ho deciso di leggere questo suo libro, non è il primo dei suoi testi che leggo, che tratta una tematica a me molto cara: la conciliazione del ruolo di mamma con quello di lavoratrice.

Come sapete io lavoro a tempo pieno ma fortunatamente ho un’attività flessibile, che mi permette di lavorare da qualsiasi luogo abbia una connessione. E’ un ottimo vantaggio ma sono sempre incuriosita dalle soluzioni che sanno trovare le mamme quando si tratta di prendersi cura dei propri figli e “portare a casa la pagnotta”. E’ una tematica spinosa, molto discussa ma mai veramente presa in considerazione, che inevitabilmente mette in crisi la maggior parte delle mamme che si trovano a dover conciliare questi due ruoli importanti allo stesso livello.

Il libro di Claudia è un testo molto snello, che tratta tematiche importanti in maniera chiara e precisa, senza tralasciare nessun aspetto. Si concentra, come ovvio, nell’esperienza in prima persona della narratrice che trovo personalmente una parabola dolcissima che fonde amore materno con l’imprenditorialità di una donna ricca di idee e di risorse. La sua storia è un chiaro esempio di come i figli possano tirar fuori talenti inaspettati dai loro genitori permettendo a nuove attività di nascere e svilupparsi in un’ottica di condivisione e lealtà.

Cosa mi è piaciuto del libro

La chiarezza dei concetti. La storia di Claudia può essere un esempio per molte mamme ma comunque lei stessa introduce tutte le possibilità con pro e contro. Non racconta una favola ma mette davanti a dei dati concreti, suggerisce delle analisi e delle valutazioni da fare prima di intraprendere una determinata strada. Un concetto che mi ha colpito molto è quello della tempistica: se decidiamo di lavorare da casa per stare più tempo con i nostri figli meglio aspettare il momento giusto, ad esempio quando inizia il nido o la scuola dell’infanzia per non correre il rischio di essere troppo impegnate e quindi nervose e poco disponibili per i nostri piccoli.

Il libro è molto dettagliato, anche per chi decide di aprire un blog, e da molte informazioni utili che possono essere utili per iniziare, e le testimonianze di altre mamme che sono riuscite a conciliare il lavoro con i figli sono degli ottimi esempi di business diversi dai quali trarre spunto.

 

Cosa mi è piaciuto un po’ meno

Il libro come ho già detto è molto dettagliato però questa peculiarità lo rende un po’ obsoleto, soprattutto nei tratti in cui si parla di social network e presenza online. Sia chiaro, non è possibile scrivere un libro del genere sperando che rimanga sempre attuale, ma in questo caso Claudia ha rimediato parlando nel suo blog di queste tematiche dando quindi un aggiornamento in tempo reale del suo libro. 

 

In definitiva non posso che consigliarvene la lettura, se vi interessa la tematica dello smart working e volete conoscere delle storie reali di mamme che sono riuscite a reinventarsi grazie alla rete.