Vaniglia, gelsomino, lavanda e molte altre migliaia di varianti sono quelle che si trovano sullo scaffale di qualsiasi supermercato dedicato agli ammorbidenti. Migliaia di varianti e profumazioni che in tantissimi casi richiamano un contesto naturale e bucolico ma che di questo non hanno proprio nulla. L’impatto ambientale delle nostre lavatrici è senza dubbio notevole ma l’ammorbidente rappresenta la ciliegina sulla torta perchè non fa male solo all’ambiente (sempre per quella storia dell’inquinamento) ma anche a noi visto che  e può causare moltissime allergie.

Eppure rimane uno dei prodotti più acquistati ed amati perchè facilita la stiratura degli indumenti e regala un buon profumo ai panni. L’unico modo per eliminarlo è quindi trovare un’alternativa. Io ne ho trovate due che secondo me sono ottimali e non necessitano troppa preparazione di intrugli (materia nella quale sono ancora ahimè inesperta) e si trovano facilmente in commercio.

La prima è l’aceto, che ormai uso da anni al posto dell’ammorbidente, che svolge la stessa funzione, ossia eliminare i residui di calcare sui panni e renderli più facili da stendere e stirare. Per la profumazione (no, non giro con vestiti che puzzano di insalata!) l’aceto non lascia nessun odore e i panni hanno un gradevole profumo di pulito legato al detersivo che abbiamo utilizzato.

La seconda è l’acido citrico che ha un impatto ambientale ancora minore (l’aceto ha un processo di produzione che influisce in merito) ed è completamente inodore e incolore. Il nome inganna un po’ (a me a parola acido richiama sempre qualcosa di potenzialmente corrosivo) ma diciamo che è sicuramente l’alternativa più green in assoluto per quanto riguarda la sostituzione definitiva dell’ammorbidente.

Io li uso entrambi, e li trovo delle ottime alternative ai prodotti chimici sia lato green che lato portafoglio.