Questo post l’ho in bozze da quando ho aperto il blog. Non l’ho mai concluso perchè in realtà non è una tematica che si possa esaurire in un post, ma non è nemmeno una tematica che posso ignorare, quindi ho deciso di pubblicarlo oggi, a pochi giorni da Natale, perchè la condizione di una mamma che lavora in questi giorni, soprattutto per chi svolge determinate tipologie di lavoro, è davvero difficile.

Una mamma che lavora è sempre di corsa, lo sono anche le mamme che non svolgono un lavoro fuori casa, ma chi lavora fuori casa di più. Deve correre al mattino per portare a scuola i piccoli, sperando di non trovare traffico e sperando che suo figlio non si disperi per entrare al nido o all’asilo. Deve correre quando esce dall’ufficio, o dal negozio, o dall’azienda in cui lavora sperando sempre di non trovare traffico per arrivare, almeno qualche volta, puntuale a prendere suo figlio che quando vede arrivare le altre mamme comincia a chiamarla. Deve correre per preparare la cena, per fare la doccia, per sistemare casa, per preparare i vestiti del giorno dopo. Per lavare, stirare, preparare i bimbi per la nanna, per racimolare le ore necessarie di sonno per poter reggere alla seguente giornata di corsa. Deve correre per essere presentabile e concentrata al lavoro, per essere efficiente, per non sbagliare, per essere presente e per non lasciar andare niente.

Una mamma che lavora ha i sensi di colpa centuplicati. Il senso di colpa nasce con il proprio figlio, si sa, ma la mamma che lavora ne ha da vendere. Si sente in colpa perchè al mattino corre con il figlio in braccio verso la porta della scuola, perchè le piacerebbe passeggiare con calma sotto il sole primaverile e fra le foglie a terra d’autunno. 

Una mamma che lavora si sente il colpa all’ora di pranzo perchè mentre lei trangugia un panino davanti al pc suo figlio mangia allegramente con altri bimbi, e lei non vorrebbe perderseli quei momenti. Una mamma che lavora si sente in colpa se il bimbo lo vanno a prendere i nonni, perchè vorrebbe goderselo tutto quell’abbraccio dopo una giornata lontani, ma deve aspettare, aspettare fino a quando potrà uscire dal lavoro. E la situazione non migliora se lo va a prendere lei perchè anche in quel caso vorrebbe fare tutto con calma ma invece tocca correre. A far la spesa, a finire il lavoro a fare tutto quello che una mamma deve fare.

Una mamma che lavora si sente in colpa quando mette a letto il proprio bimbo e vorrebbe stare così per sempre, fra le sue braccia, ma invece deve finire tutte le altre cose da fare perchè di giorno non le può fare.

Una mamma che lavora si sente in colpa quando dimentica qualsiasi cosa relativa al figlio. E succede eh, succede che non ricordi la maglia per la recita, l’iscrizione al corso di inglese, la ricorrenza particolare che prontamente ti viene in mente quando entri in ufficio.

Una mamma che lavora si sente in colpa quando esce con le amiche perchè potrebbe stare con il suo bimbo ma ha anche un bisogno immenso di vivere un po’ la vita con calma.

A volte mi chiedo se sia più difficile il lavoro, quello che mi porta via da mio figlio, o il lavoro di mamma, che mi vorrebbe sempre accanto a mio figlio.

E’ un fragile equilibrio fra sensi di colpa ed entusiasmo, fra corse e abbracci stretti. Ma soprattutto ricco, ricchissimo di amore.

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