Più volte fra i vari post del blog ho avuto modo di citare una delle correnti pedagogiche che a me stanno molto care ossia quella montessoriana. Fortunatamente durante il mio percorso formativo ho avuto modo di affrontare la pedagogia e le teorie pedagogiche e, sempre per quella che reputo una mia grande fortuna, ho avuto modo anche di svolgere un seppur breve tirocinio presso la scuola montessoriana della mia città, Padova, che mi ha permesso di toccare con mano questa realtà.

Quando è stato il momento di scegliere il nido per mio figlio la mia prima scelta è stata quella del nido montessoriano che non è andata a buon fine per cause indipendenti sia da me che dalla scuola. A me è andata ugualmente bene, ho trovato una struttura che pur non essendo montessoriana è molto aperta a questa linea pedagogica, ma le strade che uniscono le persone sono infinite ed ho avuto modo di re-incontrare Barbara Franco, la direttrice della scuola montessoriana Isolina Montessoriana a cui mi ero rivolta per mio figlio grazie a Lara di LaraYoga che organizza corsi di Yoga in gravidanza e non solo e che ha deciso di organizzare degli interessanti incontri per far conoscere il metodo montessoriano.

Grazie a questa collaborazione ho potuto parlare con Barbara e porle alcune domande a riguardo del metodo. Domande semplici ma che secondo me possono essere davvero utili per comprendere l’approccio al metodo e che possono davvero far chiarezza sulle differenze fra la pedagogia classica e quella montessoriana.

Ecco il frutto della mia prima chiacchierata con Barbara che, spero davvero, non sarà l’ultima.

Come hai cominciato il tuo percorso montessoriano? Qual’è l’elemento della pedagogia montessoriana che più ti ha colpito e che senti completamente tuo?

Il primo approccio alla pedagogia montessoriana l’ho avuto molti anni fa , quando al secondo dei miei tre figli ora quasi maggiorenne , ma  allora frequentante la seconda elementare, serviva un approccio diverso da quello che la scuola statale gli stava offrendo. I voti erano buoni ma il suo comportamento non rientrava negli standard e le maestre non “sapevano come gestirlo”, a tal punto che avevano richiesto persino la certificazione. Da mamma sentivo che il potenziale di mio figlio era assopito , che si stavano rafforzando in lui aspetti negativi senza tener conto delle risorse positive che sarebbero potute emergere …senza saperlo ancora questa era la visione pedagogica montessoriana che inconsapevolmente mi apparteneva già. L’elemento che più mi colpisce è proprio questo: mettersi in atteggiamento passivo e di osservazione . Un comportamento scorretto non fa di un bambino un bambino “cattivo”, una mancanza o un atteggiamento oppositivo non è sempre frutto di “maleducazione” . Ci siamo mai chiesti come ci sentiremmo noi in mezzo a persone alle quali cerchiamo di parlare ma che parlano un’altra lingua e non ci capiscono? che ci danno oggetti ed informazioni che non abbiamo ancora chiesto? Ogni giorno imparo qualcosa di nuovo dai miei bambini “Maestri” , basta saperli ascoltare ed aspettare che si manifestino nei loro bisogni e desideri, senza anticiparli, questo è un obiettivo.

Cos’ha l’approccio montessoriano che lo differenzia dagli altri approcci pedagogici (che magari sono anche più diffusi)?

Ogni stile educativo ha i suoi fondamenti. Il montessoriano come gli altri . Secondo me non è una classifica, non ci sono “migliori” o “peggiori” ma semplicemente modi diversi di ottenere la stessa cosa.  

A tutti i genitori e a tutti gli educatori interessa l’educazione e l’apprendimento dei propri bambini e tanti sono convinti di farlo nel modo giusto. Anch’io vengo da un’esperienza di nido tradizionale ed è stato molto difficile aver fiducia in un metodo diverso perché quando cambi perchè le cose vanno male è naturale…ma quando attui un cambiamento da una pedagogia che secondo te funziona , pensare e credere che ne esista una migliore non è semplice e così scontato. Ma mi sono fidata delle persone meravigliosamente competenti che ho avuto la fortuna di incontrare, prima virtualmente sul web, e poi personalmente …mi riferisco alla nostra assistenza tecnica , in particolare alla Dott.ssa Prisca Melucco, presidente dell’Associazione Montessoriinpratica di Roma che ci ha seguiti dal progetto strutturale a quello pedagogico e che ancor oggi cura la nostra formazione ed i nostri aggiornamenti.

Qual’è il ruolo dell’insegnante e del genitore nella pedagogia montessoriana?

Il ruolo dell’adulto nella pedagogia montessoriana è un ruolo passivo, difficilissimo da accettare ma che con tanto allenamento si può raggiungere! Il montessoriano è un adulto che accompagna e non insegna; mostra e non fa al posto del bambino; aspetta e non precede; chiede e non impone; lascia libero e non influenza. Si potrebbe definire come una “guida” discreta che ripone fiducia nel bambino e lo aiuta…lo aiuta a far da solo! ( cit. M.Montessori)

 

Come vi ho già accennato prima sono partner di Lara nella promozione degli incontri che lei stessa organizza presso la Polisportiva Vigodarzere e sabato 11 novembre si terrà il primo di una serie di incontri dedicati proprio al metodo montessoriano. Ovviamente non potevo non chiedere a Barbara cosa si andrà a fare durante questo Workshop.

Nel workshop dell’11 novembre andremo a informare genitori ed educatori presenti sui fondamenti della filosofia montessoriana , di come l’approccio funzioni  se inserito in un ambiente preparato ( l’Ambiente Maestro di cui anche Maria Montessori parla nei suoi libri) , risponderemo alle domande ed ai possibili dubbi che qualcuno potrebbe avere in merito alla pedagogia montessoriana , porterò alcune immagini del nostro nido e della nostra casa dei bambini e di alcuni vassoi e Materiali che abbiamo a disposizione nelle stanze del nido  . Il titolo del workshop è ” Pedagogia montessoriana ed esplorazione dei sensi” , il target presente sono genitori e bambini tra i 6 e i 18 mesi perciò saranno ripercorse le tappe dello sviluppo rispondenti a questo periodo rilevando l’importanze dell’apprendimento attraverso i 5 sensi . Andremo a realizzare Materiale per ognuno dei 5 sensi , giochi che noi montessoriani preferiamo chiamare “lavori” che potranno essere utilizzati anche subito dai bambini presenti in sala .

Il workshop dell’11 novembre è già pieno ma il 25 ci sarà un altro appuntamento da non perdere sempre dedicato alla pedagogia montessoriana.

Per prendere parte a questi incontri potete contattare direttamente Lara che potrà darvi tutte le informazioni necessarie e introdurvi al suo fantastico mondo di iniziative dedicate alle mamme in dolce attesa e ai bambini.

 

ygoogle" style="display:block" data-ad-client="ca-pub-9193657682127445" data-ad-slot="3422003214" data-ad-format="auto">