Venerdì scorso quando sono andata a prendere mio figlio al nido è successo un episodio a cui non vorrei avesse assistito. In realtà lui era concentrato con una figurina in mano quindi spero abbia percepito poco di quello che è successo.

Per raccontarvelo devo fare una dovuta premessa. Io amo le regole, nel senso, amo le regole che rendono il mondo un luogo migliore, che permettono di avere una città pulita, di mandare il bambino a scuola in bicicletta, di attraversare la strada senza essere investiti. Quindi rabbrividisco davanti al mucchio che si forma all’immissione in tangenziale, ai clacson suonati ai pedoni, alla spazzatura gettata lungo la strada e, in generale, alla mancanza di rispetto.

Questa premessa mi serve per raccontarvi questo episodio che, per come sono io, è molto border line.

Bene, stavamo uscendo dal nido e, mentre ci avvicinavamo al primo cancello per uscire vedo avvicinarsi una nonna, che non avevo mai visto prima, che faticava un po’ a camminare. Ora, il nido si trova all’interno di una casa anche se è un micronido e non un nido in famiglia, in un quartiere residenziale e quindi confina con delle abitazioni private. In particolare di fronte all’uscita c’è una casa spaziosa dove abitano dei nonni, lo so perchè vedo spesso il nipote li da loro. La strada di fronte è molto ampia e c’è uno spazioso marciapiedi che separa le case dai parcheggi lungo la strada. Scusate la lunga descrizione ma altrimenti non potreste comprendere appieno l’accaduto

Mentre sto per sorridere a questa nonna e che stava chiaramente faticando nel camminare verso l’entrata sento una voce maschile apostrofarla “Guardi che deve spostare la macchina da li, è il mio cancello”. Non mi ha colpito la frase, ma la freddezza con cui è stata detta. La nonna ha risposto, e nulla mi lascia sospettare che non fosse onesta, “Mi scusi, è la prima volta che vengo e non ho fatto caso, vengo subito a spostarla” sospirando per la fatica che aveva fatto a camminare fino a li.

L’uomo ha continuato ad inveire verso la donna per alcuni minuti, con il nipote di fianco, io poi me ne sono andata e spero la scena si sia conclusa con lo spostamento dell’auto.

Potete capire come per me questa scena sia stata davvero border line. Da un lato un uomo che aveva ragione, la donna aveva parcheggiato davanti al suo cancello privandolo del diritto di uscire ed entrare liberamente da casa sua. Dall’altro una nonna, magari anche un po’ impacciata per l’emozione di andare a prendere il suo nipotino, che parcheggia l’auto più vicino possibile al cancello del nido per non dover fare troppa strada, sapendo che è per alcuni minuti. Non metto in dubbio che il signore avesse ragione, c’è pure un bel parcheggio al di là della strada.

Ma il modo, il modo non lo posso tollerare.

La freddezza, la cattiveria con cui un nonno si è rivolto ad una nonna di fronte a dei bambini è stato così glaciale da farmi mordere la lingua per non intervenire. Il signore aveva pienamente ragione, ma è stato così privo di empatia che per quanto mi riguarda è passato dalla parte del torto senza passare dal via.

Io sono una che sbraita chiusa nella sua macchina quando non mi danno la precedenza, ma sono anche quella che è felice quando un pedone che lascio passare mi fa’ un cenno. Non mi piace gridare ma urlerei come una scimmia davanti a chi non rallenta nei centri abitati o alle uscite della scuola. Però l’empatia deve esserci, non posso e non voglio pensare che quell’uomo non sentisse nessun tipo di vicinanza a quella donna. Che non si sia fatto scrupoli nell’urlarle addosso frasi scortesi ad estranei.

L’empatia, sembra scontata ma non lo è mai. E non è così che voglio cresca mio figlio. No, oltre al rispetto per gli altri spero che mio figlio abbia l’empatia perchè sarà quello che gli permetterà di essere grande nella sua vita. Al di là del lavoro, al di là del ruolo sociale e al di là dei beni materiali.

L’empatia sarà quello che gli permetterà di essere una Persona. Con la P maiuscola.

E purtroppo devo essere sincera, quel “signore” oltre ad aver mancato di rispetto alla signora, ha mancato di rispetto a tutta la categoria dei nonni perchè dovrebbe conoscere cosa si prova nel momento in cui si sta andando a prendere un nipote.

 

Ah, non vale la scusa del “Povero sarà stanco che tutti gli parcheggiano davanti al cancello”. No, non siamo a Milano e tutti i genitori parcheggiano lontano dal suo cancello. E’ un micronido non uno stadio.